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Anfiteatro e Fortezza: tra la narrazione del Sindaco, la proposta della Cooperativa e le voci in città

Il recente comunicato del Sindaco Giuseppe Pitta in merito al Partenariato Pubblico-Privato (PSPP) per l’Anfiteatro e la Fortezza di Lucera impone una riflessione che vada oltre i toni accesi della politica elettorale.

Liquidare le critiche tecniche come il tentativo di chi “non vuole far fare” è un esercizio retorico che evita il merito dei problemi. Porre domande sulla legittimità di una procedura e sulla sua opportunità politica a fine mandato non è “sabotaggio”, ma cittadinanza attiva. Il Sindaco ha preferito una comunicazione unilaterale e difensiva invece di aprire un dialogo pubblico e trasparente. Se la procedura è così solida e vantaggiosa, perché non sottoporla a un confronto aperto in Consiglio Comunale o con i cittadini, nei modi e nei tempi che la rilevanza dei beni culturali di Lucera esige? Se le indiscrezioni sulla lista SiAmo Lucera si rivelino poi veritiere, è possibile che confronto e dialogo ci siano stati, senza però coinvolgere la cittadinanza, le forze politiche e gli operatori culturali del territorio?

Il Sindaco parla di cose “dette e scritte del tutto prive di fondamento, mistificando la realtà” senza però entrare nel merito delle questioni poste, anzi, indicando come l’obiettivo di chi pone dubbi sia invece escludere le associazioni lucerine dalla partecipazione, che diventa strumentale alla narrazione difensiva e di chiusura rispetto al confronto e al dialogo. Un modo per apparire come il difensore dei lucerini contro chissà quali entità esterne pronte a fagocitare i nostri monumenti. Qualcuno poi potrebbe ricordare al Sindaco che già durante la Capitale della Cultura le stesse associazioni proponenti si sono affidate a realtà non lucerine senza che questo abbia mai creato scandalo o alzata di scudi.

Il dibattito in Consiglio Comunale

Il comunicato arriva dopo una sua diretta facebook e dopo la replica di pochi giorni fa (18 marzo) alle due interrogazioni consiliari poste dalla consigliera Francesca Niro e dal consigliere Vincenzo Checchia (entrambe online con la replica del Sindaco al minuto 1:01:15 della registrazione – tralasciamo l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri comunali di maggioranza, probabilmente poco interessati alla cosa). L’opposizione infatti, con un comunicato quasi congiunto aveva spiegato le ragioni del dissenso alle modalità con cui la Giunta ha agito sulla questione. Al dibattito è intervenuto anche il Segretario Generale, il quale ha parlato persino di “troppi giorni” che sono stati dati per poter espletare tutta la procedura dal punto di vista amministrativo.

Sempre sul tema della trasparenza amministrativa, si stanno verificando di nuovo quelli che il Sindaco, tempo fa, interrogato in consiglio comunale, definì “problemi tecnici”. Nei fatti, allo stato odierno, sabato 21 marzo 2026, è possibile scaricare dal sito del Comune solo gli atti presenti nell’albo pretorio che, a scadenza delle due settimane previste per legge, non permette più la visione dei documenti. Nelle altre sezioni Delibere, Determine e Ordinanze, i documenti non ci sono più. Giova ricordare che a Vieste alcuni consiglieri comunali interessarono il Prefetto per le stesse condizioni tecniche ottenendo di nuovo la possibilità di visualizzare e scaricare tutto, cosa che poi vide casualmente anche nel Comune di Lucera la risoluzione di queste problematiche tecniche.

Le altre reazioni tra favorevoli e dubbi sulle modalità

Al nostro articolo di pochi giorni fa, si sono aggiunte molte voci che hanno sollevato dubbi simili come anche voci a favore di questa iniziativa.

Altri approfondimenti di Luceraweb a cura di Riccardo Zingaro hanno svelato ulteriori dettagli sulla vicenda. Il 19 marzo poi, il giovane Luigi Vecchiarino sulle pagine web di Foggia Reporter ha pubblicato per intero la proposta che doveva essere allegata alla documentazione istituzionale ma che, per non ben chiari motivi, non appare sul sito istituzionale e che permette di entrare nel merito della proposta avanzata dalla cooperativa di comunità Lux Cereris.

Ci sono state anche reazioni a favore del processo intrapreso, tra cui quella odierna di Gianfranco Sammartino sulle pagine di lucerabynight il quale ha evocato “la solita invidia condita dalle maldicenze a ruota, inzuppate di insinuazioni e quant’altro” senza però entrare nel merito dei documenti e dei punti posti da coloro che vorrebbero un dibattito trasparente e pubblico. Anche esponenti della maggioranza e alleati politici dell’attuale giunta hanno espresso sui loro profili social soddisfazione per l’iniziativa intrapresa, alcuni auspicando una massima partecipazione.

La proposta arrivata a Palazzo Mozzagrugno

Come accennato, è stata resa pubblica la proposta della cooperativa Lux Cereris, che si compone delle seguenti realtà associative (in aggiunta a 9 soci persone fisiche):

  • APS Cinque Porte Storiche città di Lucera
  • Prometeus soc. coop. impresa sociale
  • SPQL Grvppo Storico Lvcerino APS
  • APS Storica Porta San Severo
  • APS Storica Porta Foggia
  • APS Storica Porta San Giacomo
  • APS Storica Porta Albana
  • APS Storica Porta Troia
  • Suoni in Luce APS
  • Murialdomani srl – impresa sociale
  • Associazione Strumenti e Figure
  • Polisportiva Opera San Giuseppe ASD

Tutte (o quasi) realtà riconducibili alla stessa gestione e i cui membri pare si candideranno a supporto del sindaco.

È doveroso riconoscere alle realtà coinvolte in questa proposta una straordinaria capacità di animazione territoriale e una competenza organizzativa e logistica ormai consolidata negli anni. La dedizione dimostrata nel coinvolgimento popolare e nella gestione di eventi complessi è un patrimonio di energia che ha indubbiamente dato vitalità alla nostra comunità. Tuttavia, proprio la rilevanza dei siti in oggetto — l’Anfiteatro e la Fortezza — impone oggi un salto di qualità che vada oltre l’ottima gestione dei flussi o l’organizzazione di eventi. Ad un’analisi attenta, emerge infatti una carenza sul piano della direzione scientifica e della filologia storica, ambiti che nel tempo sono stati solo lambiti attraverso collaborazioni sporadiche con enti qualificati, ma che non sono mai diventati il cuore pulsante e strutturale della gestione.

Basti guardare all’esperienza del Corteo Storico e del Torneo delle Chiavi: manifestazioni di grande impatto emotivo e identitario che, però, nascono e si sviluppano su presupposti dichiaratamente folkloristici. Se questo approccio è funzionale alla festa di piazza, esso mostra tutti i suoi limiti quando si passa alla gestione operativa di monumenti di rilievo nazionale.

La sfida del futuro non è dunque “fare meno” o “non fare”, ma “fare diversamente”, integrando l’indiscutibile capacità logistica delle associazioni locali con un percorso di validazione scientifica rigoroso e permanente, che sia all’altezza della storia millenaria che Lucera ha il dovere di tutelare e narrare correttamente al mondo. Questo dovrebbe essere il compito dell’istituzione pubblica, la quale dovrebbe farsi garante e tutelare la corretta divulgazione del proprio patrimonio e, allo stesso tempo, promuovere lo sviluppo locale. Le due cose non sono antitetiche, tutt’altro, dovrebbero andare di pari passo, garantendo crescita culturale ed economica, in un quadro di assoluta trasparenza.

La politica dovrebbe impegnarsi a costruire ponti solidi tra l’entusiasmo dell’associazionismo locale e l’autorevolezza della competenza scientifica, non di accelerare procedure complesse per scadenze di calendario o elettorali. È in questo equilibrio, e non altrove, che risiede il vero futuro dei nostri monumenti.

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