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Luceria 1240 – il Richiamo dell’Imperatore: La Storia torna protagonista alla fortezza di Lucera
Il 20 e 21 giugno 2026, un evento di respiro internazionale celebrerà il patrimonio svevo della Capitanata con rigore scientifico e ricostruzioni filologiche. LUCERA – L’Associazione di Promozione Sociale Gens Capitanatae, iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e attiva nella tutela del patrimonio culturale locale, annuncia ufficialmente la manifestazione “Luceria 1240 – Il richiamo dell’Imperatore”. L’evento si terrà nei giorni 20 e 21 giugno 2026 all’interno della cornice monumentale della Fortezza di Lucera. Un approccio scientifico alla divulgazione L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire una narrazione consapevole e documentata delle dinamiche politiche, sociali e militari che caratterizzarono la Lucera del XIII secolo. Il progetto si fonda sul rigore…
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Credenze popolari: la madre dei vermi
Credenze, superstizioni e riti, risalenti alla nostra antica cultura contadina, oggi sono presenti solo nella memoria di persone molto anziane. Queste credenze, che traevano origine dall’ignoranza e dalla paura, erano considerate conoscenze in grado di aiutare gli esseri umani e di rendere chiaro loro tutto quello che era oscuro e non poteva essere spiegato altrimenti. Ad esempio, era data per scontata la relazione tra lo spavento e lo svegliarsi dei vermi intestinali. Invece, la scienza medica ha accertato che ben altre sono le cause della cosiddetta “verminosa”. Comunque, si credeva che in seguito ad una paura si sciogliesse la treccia di lunghi e sottili vermi, che ogni persona ha nell’intestino,…
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Il dolce della Pasqua: u pizzepalumme
La Pasqua è da sempre una festività ricca di una carica particolare, che unisce il sacro alla tradizione. A Lucera il dolce simbolo di questa tradizione è ‘u pizzepalumme, che regna sovrano su ogni tavola lucerina, anche quando la sorte ci ha portato a disperderci un po’ qua un po’ là nella penisola, se non anche nel mondo, Esso rappresenta un ’ideale cordone ombelicale che ci lega a Lucera, ovunque ci si trovi. etteralmente vuol dire “pezzo di colomba” e, infatti, può essere considerato l’antenato della colomba pasquale. È il dolce che, più di tutti, ci ricorda l’arrivo della primavera e la nostra infanzia, ma che, ancora oggi, continua ad…
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Anfiteatro e Fortezza: tra la narrazione del Sindaco, la proposta della Cooperativa e le voci in città
Il recente comunicato del Sindaco Giuseppe Pitta in merito al Partenariato Pubblico-Privato (PSPP) per l’Anfiteatro e la Fortezza di Lucera impone una riflessione che vada oltre i toni accesi della politica elettorale. Liquidare le critiche tecniche come il tentativo di chi “non vuole far fare” è un esercizio retorico che evita il merito dei problemi. Porre domande sulla legittimità di una procedura e sulla sua opportunità politica a fine mandato non è “sabotaggio”, ma cittadinanza attiva. Il Sindaco ha preferito una comunicazione unilaterale e difensiva invece di aprire un dialogo pubblico e trasparente. Se la procedura è così solida e vantaggiosa, perché non sottoporla a un confronto aperto in Consiglio…
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L’incendio del Mulino Pastificio Sacco – 10 ottobre 1968
A Lucera c’era il “Mulino Pastificio Sacco“, orgoglio non solo di Lucera, ma di tutta la Capitanata, ubicato in una delle zone più in vista della città, a due passi dalla Villa Comunale. Le vicende di questo complesso industriale iniziarono nel 1928, ad opera della Famiglia Sacco, originaria di Noicattaro (Bari), il cui capostipite Vitantonio venne a Lucera agli inizi del Novecento, e vendeva i tessuti per strada. Più tardi acquistò un piccolo mulino dalla Società Gifuni e Caso, che avevano dovuto interrompere l’attività a causa di un incendio. Tutti i macchinari per le lavorazioni erano in legno, comprese le centinaia di metri di tubi, ed il Mulino Pastificio per…
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La borsa della spesa a Lucera
Quando la spesa si faceva ammizz’a chiazze (nella piazza del mercato giornaliero), dal macellaio e nei negozi alimentari di quartiere, le nostre nonne e le mamme utilizzavano ‘a bborze d’a spése (la borsa della spesa), di pelle, di telo o di rete plastificata. Negli anni 60, con l’invasione della plastica, andavano a fare la spesa utilizzando una borsa di rete plastificata, fatta a maglie, assai robusta e capiente. Ebbe un grande successo perché, allungandosi e allargandosi, riusciva a contenere molti acquisti alimentari; mentre vuota si poteva tenere in tasca. A questi vantaggi si opponevano alcuni inconvenienti: il contenuto era visibile a chiunque; c’era il rischio di perdere qualcosa di piccolo.…
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Anfiteatro e Fortezza di Lucera cercano un gestore privato: un bando in meno di due settimane, a tre mesi dalle elezioni
Il Comune affida la valorizzazione di due gioielli della città attraverso una procedura lampo. La proposta che ha innescato tutto resta nascosta. E la cooperativa già pronta a candidarsi è citata esplicitamente nel programma di una lista elettorale a sostegno del sindaco uscente. Chi gestirà l’Anfiteatro Augusteo e la Fortezza Svevo-Angioina di Lucera nei prossimi anni? La risposta potrebbe arrivare già entro fine marzo, grazie a un bando pubblicato il 12 marzo scorso sull’Albo Pretorio e sul sito istituzionale del Comune. Molti lucerini, però, non ne sanno ancora nulla — e c’è una ragione precisa: il documento che ha fatto scattare l’intera procedura non è mai stato reso pubblico. Cos’è…
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La resta di pomodori a Lucera
‘A nzérte (la resta) è un modo per conservare e usare i pomodori fuori stagione. Il termine ‘nzerte deriva dalle parole latine: “sertum” (ghirlanda, corona); “serere” (legare insieme, intrecciare). Aggiungendo il prefisso “in” diventa, “insertum” e il passaggio a ‘nzerte è quasi naturale. Nel dialetto lucerino il termine lo troviamo usato spesso: ‘a ‘nzérte de diavelille, d’aglje, de cepolle, de nucèlle (resta di peperoncini, d’aglio, di cipolle, di nocciole). Famosa è ‘a ‘nzerte de pemmedóre (la resta di pomodori), composta di pomodori da serbo, più comunemente noti come “appesi”, conservati a lungo con un metodo particolare, per non rischiare che vadano a male, appartenente alla tradizione contadina meridionale. La buona…
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Le quarantane a Lucera
Una delle più curiose e stravaganti tradizioni di Lucera, e di alcune zone del Sud, è il rito quaresimale della “quarandane” (quarantane), che prende il nome, appunto, dai quaranta giorni di cui è composta la Quaresima. A mezzanotte dell’ultimo giorno delle feste di Carnevale, dopo che si è dato alle fiamme il fantoccio che lo rappresenta, si è solito allacciare ai fili che collegano due balconi, una sorta di bambola con la veste o la gonna nera, raffigurante una vecchia, detta quarandane. Il suo aspetto austero e simbolico, addirittura inquietante, è per incutere timore e ricordare il periodo di penitenza, digiuno e riflessione che precede la Pasqua. Sotto la sua…
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L’organo della cattedrale di Lucera
Gli organi d’a Chíjsa Granne sarebbero tre. Il più antico fu costruito nel 1802 e fino agli anni venti del secolo scorso era addossato alla parete del transetto, a sinistra dell’altare di Santa Maria. Fu poi spostato nell’angolo adiacente alla sagrestia, da dove fu rimosso per ordine del Vescovo del tempo. Il secondo, elettronico, fu donato dal Vescovo Mons. Criscito alla Cattedrale. L’organo per antonomasia è quello sovrastante la porta maggiore d’ingresso del Duomo, poggiato sopra una tribuna cantoria in faggio con baldacchino, commissionato dal Capitolo Cattedrale di Lucera, su progetto fonico del maestro Marco Enrico Bossi, e costruito dall’Antica Bottega Artigianale organaria di Carlo Vegezzi Bossi di Torino tra il 1893 e il…





























