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L’incendio del Mulino Pastificio Sacco – 10 ottobre 1968
A Lucera c’era il “Mulino Pastificio Sacco“, orgoglio non solo di Lucera, ma di tutta la Capitanata, ubicato in una delle zone più in vista della città, a due passi dalla Villa Comunale. Le vicende di questo complesso industriale iniziarono nel 1928, ad opera della Famiglia Sacco, originaria di Noicattaro (Bari), il cui capostipite Vitantonio venne a Lucera agli inizi del Novecento, e vendeva i tessuti per strada. Più tardi acquistò un piccolo mulino dalla Società Gifuni e Caso, che avevano dovuto interrompere l’attività a causa di un incendio. Tutti i macchinari per le lavorazioni erano in legno, comprese le centinaia di metri di tubi, ed il Mulino Pastificio per…
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La borsa della spesa a Lucera
Quando la spesa si faceva ammizz’a chiazze (nella piazza del mercato giornaliero), dal macellaio e nei negozi alimentari di quartiere, le nostre nonne e le mamme utilizzavano ‘a bborze d’a spése (la borsa della spesa), di pelle, di telo o di rete plastificata. Negli anni 60, con l’invasione della plastica, andavano a fare la spesa utilizzando una borsa di rete plastificata, fatta a maglie, assai robusta e capiente. Ebbe un grande successo perché, allungandosi e allargandosi, riusciva a contenere molti acquisti alimentari; mentre vuota si poteva tenere in tasca. A questi vantaggi si opponevano alcuni inconvenienti: il contenuto era visibile a chiunque; c’era il rischio di perdere qualcosa di piccolo.…
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Anfiteatro e Fortezza di Lucera cercano un gestore privato: un bando in meno di due settimane, a tre mesi dalle elezioni
Il Comune affida la valorizzazione di due gioielli della città attraverso una procedura lampo. La proposta che ha innescato tutto resta nascosta. E la cooperativa già pronta a candidarsi è citata esplicitamente nel programma di una lista elettorale a sostegno del sindaco uscente. Chi gestirà l’Anfiteatro Augusteo e la Fortezza Svevo-Angioina di Lucera nei prossimi anni? La risposta potrebbe arrivare già entro fine marzo, grazie a un bando pubblicato il 12 marzo scorso sull’Albo Pretorio e sul sito istituzionale del Comune. Molti lucerini, però, non ne sanno ancora nulla — e c’è una ragione precisa: il documento che ha fatto scattare l’intera procedura non è mai stato reso pubblico. Cos’è…
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La resta di pomodori a Lucera
‘A nzérte (la resta) è un modo per conservare e usare i pomodori fuori stagione. Il termine ‘nzerte deriva dalle parole latine: “sertum” (ghirlanda, corona); “serere” (legare insieme, intrecciare). Aggiungendo il prefisso “in” diventa, “insertum” e il passaggio a ‘nzerte è quasi naturale. Nel dialetto lucerino il termine lo troviamo usato spesso: ‘a ‘nzérte de diavelille, d’aglje, de cepolle, de nucèlle (resta di peperoncini, d’aglio, di cipolle, di nocciole). Famosa è ‘a ‘nzerte de pemmedóre (la resta di pomodori), composta di pomodori da serbo, più comunemente noti come “appesi”, conservati a lungo con un metodo particolare, per non rischiare che vadano a male, appartenente alla tradizione contadina meridionale. La buona…
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Le quarantane a Lucera
Una delle più curiose e stravaganti tradizioni di Lucera, e di alcune zone del Sud, è il rito quaresimale della “quarandane” (quarantane), che prende il nome, appunto, dai quaranta giorni di cui è composta la Quaresima. A mezzanotte dell’ultimo giorno delle feste di Carnevale, dopo che si è dato alle fiamme il fantoccio che lo rappresenta, si è solito allacciare ai fili che collegano due balconi, una sorta di bambola con la veste o la gonna nera, raffigurante una vecchia, detta quarandane. Il suo aspetto austero e simbolico, addirittura inquietante, è per incutere timore e ricordare il periodo di penitenza, digiuno e riflessione che precede la Pasqua. Sotto la sua…
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L’organo della cattedrale di Lucera
Gli organi d’a Chíjsa Granne sarebbero tre. Il più antico fu costruito nel 1802 e fino agli anni venti del secolo scorso era addossato alla parete del transetto, a sinistra dell’altare di Santa Maria. Fu poi spostato nell’angolo adiacente alla sagrestia, da dove fu rimosso per ordine del Vescovo del tempo. Il secondo, elettronico, fu donato dal Vescovo Mons. Criscito alla Cattedrale. L’organo per antonomasia è quello sovrastante la porta maggiore d’ingresso del Duomo, poggiato sopra una tribuna cantoria in faggio con baldacchino, commissionato dal Capitolo Cattedrale di Lucera, su progetto fonico del maestro Marco Enrico Bossi, e costruito dall’Antica Bottega Artigianale organaria di Carlo Vegezzi Bossi di Torino tra il 1893 e il…
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Spigolature dialettali lucerine: magnà a casa vindotte
Non solo a Lucera, ma anche in altre realtà, c’è il modo di dire magnà a casa vindotte (mangiare a casa ventotto), che si utilizza per dire: mangiare e bere a sbafo, a scrocco, a spese di altre persone; essere invitato a pranzo o a cena da un parente o da un amico. L’origine della locuzione sembra derivi da una nobile iniziativa: in una certa strada di Napoli, al numero 28, era ubicata una mensa per i poveri, dove giornalmente erano distribuiti pasti gratuitamente. Ci sono però altre ipotesi sulle origini di questo modo di dire. Una fa riferimento al giorno 28 che segue il 27 (san Paganino), giorno in…
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La maestra dei bambini a Lucera
Una volta a Lucera, e non solo, l’uomo andava a lavorare nelle officine e nei campi mentre la donna accudiva ai figli. Succedeva, però, che per ragioni economiche gravi o per aiutare il capo famiglia nei lavori dei propri campi, anche la donna fosse costretta ad andare a lavorare. A questo punto si creava il problema (del resto molto attuale) di affidare i bambini a qualcuno, quando non potevano essere i nonni o qualche parente ad occuparsene. A quel tempo esisteva una figura femminile, non maritata o vedova e che abitava in un “suttane” (pianterreno), alla quale venivano affidati i bambini. Comunemente era chiamata ‘a majestre i crjiatúre (la maestra…
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Gli aeroporti militari di Lucera
Durante la seconda guerra mondiale, gli Alleati, a mano a mano che avanzavano nell’Italia meridionale, costruirono molti aeroporti in Puglia e in Capitanata, sia per la pozione logistica sia per la conformazione piana del terreno, ove dislocarono l’intera forza di bombardamento strategico. Anche a Lucera ne furono allestiti alcuni, a partire dalla fine del 1943. In un sito denominato contrada Posta di Colle, pressappoco dove è attualmente ubicata la sala ricevimenti “Vigna Nocelli”, lungo la strada nazionale Lucera-Foggia, venne creato il Lucera Airfield, che ebbe il toponimo popolare di “‘A Ciambóne”. Da qui partivano le cosiddette Fortezze volanti, utilizzate nelle operazioni di bombardamento principalmente sulla Germania, Austria e Balcani. Il luogo si prestava ottimamente per gli atterraggi, essendo …
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Le calende di Santa Lucia a Lucera
I calènne de Sanda Lucije, sono le previsioni meteorologiche per l’intero anno che i contadini di Lucera (e non solo) erano soliti fare tempo addietro, con riferimento al giorno di Santa Lucia (13 dicembre). L’arcaico “metodo delle calende”, un prezioso esempio di meteorologia popolare, basato sull’esperienza, quindi empirico, con calcoli probabilistici approssimativi, era utilizzato per programmare semine e raccolti, sperando che arrivasse acqua, neve e sole al momento giusto. Un metodo senza alcuna validità scientifica, forse con una qualche rara attendibilità, che ha avuto però tanta importanza, perché era l’unico modo disponibile per i contadini lucerini di una volta. La scelta del 13 dicembre come punto di partenza perché questo nel…




























