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Spigolature dialettali lucerine: magnà a casa vindotte
Non solo a Lucera, ma anche in altre realtà, c’è il modo di dire magnà a casa vindotte (mangiare a casa ventotto), che si utilizza per dire: mangiare e bere a sbafo, a scrocco, a spese di altre persone; essere invitato a pranzo o a cena da un parente o da un amico. L’origine della locuzione sembra derivi da una nobile iniziativa: in una certa strada di Napoli, al numero 28, era ubicata una mensa per i poveri, dove giornalmente erano distribuiti pasti gratuitamente. Ci sono però altre ipotesi sulle origini di questo modo di dire. Una fa riferimento al giorno 28 che segue il 27 (san Paganino), giorno in…
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La maestra dei bambini a Lucera
Una volta a Lucera, e non solo, l’uomo andava a lavorare nelle officine e nei campi mentre la donna accudiva ai figli. Succedeva, però, che per ragioni economiche gravi o per aiutare il capo famiglia nei lavori dei propri campi, anche la donna fosse costretta ad andare a lavorare. A questo punto si creava il problema (del resto molto attuale) di affidare i bambini a qualcuno, quando non potevano essere i nonni o qualche parente ad occuparsene. A quel tempo esisteva una figura femminile, non maritata o vedova e che abitava in un “suttane” (pianterreno), alla quale venivano affidati i bambini. Comunemente era chiamata ‘a majestre i crjiatúre (la maestra…
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Gli aeroporti militari di Lucera
Durante la seconda guerra mondiale, gli Alleati, a mano a mano che avanzavano nell’Italia meridionale, costruirono molti aeroporti in Puglia e in Capitanata, sia per la pozione logistica sia per la conformazione piana del terreno, ove dislocarono l’intera forza di bombardamento strategico. Anche a Lucera ne furono allestiti alcuni, a partire dalla fine del 1943. In un sito denominato contrada Posta di Colle, pressappoco dove è attualmente ubicata la sala ricevimenti “Vigna Nocelli”, lungo la strada nazionale Lucera-Foggia, venne creato il Lucera Airfield, che ebbe il toponimo popolare di “‘A Ciambóne”. Da qui partivano le cosiddette Fortezze volanti, utilizzate nelle operazioni di bombardamento principalmente sulla Germania, Austria e Balcani. Il luogo si prestava ottimamente per gli atterraggi, essendo …
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Le calende di Santa Lucia a Lucera
I calènne de Sanda Lucije, sono le previsioni meteorologiche per l’intero anno che i contadini di Lucera (e non solo) erano soliti fare tempo addietro, con riferimento al giorno di Santa Lucia (13 dicembre). L’arcaico “metodo delle calende”, un prezioso esempio di meteorologia popolare, basato sull’esperienza, quindi empirico, con calcoli probabilistici approssimativi, era utilizzato per programmare semine e raccolti, sperando che arrivasse acqua, neve e sole al momento giusto. Un metodo senza alcuna validità scientifica, forse con una qualche rara attendibilità, che ha avuto però tanta importanza, perché era l’unico modo disponibile per i contadini lucerini di una volta. La scelta del 13 dicembre come punto di partenza perché questo nel…
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Le fanoje dell’Immacolata a Lucera
A Lucera, la tradizione vedeva i vari rioni impegnati in una vera e propria gara per l’allestimento, per la sera del 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata, della “fanoja” più bella, imponente e suggestiva. Già dalla fine di novembre i ragazzi, andando in giro per case, masserie, vigne (bellafé, me vúje dà ‘na lègne p’a fanoje d’a mmaculáte? ‘a madonne sénde frídde!) e “p’u buschette“, iniziavamo a raccogliere rami e legna di qualsiasi tipo, che venivano accantonati nel luogo individuato per la sistemazione del falò, creando delle pile, in alcuni casi molto alte. Gli adulti, invece, provvedevano alla sistemazione della pira di legna, a forma piramidale, e al calar della sera del…
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La prima comunione a Lucera
Nonostante la “prima comunione” sia un momento liturgico, negli ultimi tempi è diventata, un’occasione quasi mondana, un inno al consumismo per il costo dei regali e dei festeggiamenti, diventati grandi eventi. In passato, invece, la “prima comunione” e la “cresima”, in una Lucera segnata da una forte identità cattolica, erano un evento religioso e sobrio per i bambini e le loro famiglie. In preparazione della “prima comunione” e della “cresima” si seguivano, sotto la guida d’a segnurine bbezzoche (della catechista), le lezioni de duttríne (di catechismo) con domande e risposte da imparare ‘a ccambanille (a memoria), che vertevano sugli insegnamenti di Dio e della Chiesa e nel sapere i “Dieci comandamenti”.…
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Ricordi di infanzia di Lino Montanaro
Fotografia di Clara Simone dal balconcino della casa in cui abitava con i genitori a Lucera, Piazza Lecce 1, esattamente all’angolo con Piazza Santa Caterina “E sento ancora le voci della strada dove son nato …mia madre quante volte mi avrà chiamato…ma era più forte il grido di libertà.” Queste parole, tratte dalla canzone “Musica è” di Eros Ramazzotti, caratterizzano pienamente il periodo della fanciullezza di qualche generazione fa e fanno tornare indietro in un periodo bellissimo della loro vita, generando tante emozioni che dalla mente, passano direttamente al cuore. Allora i giochi si svolgevano quasi esclusivamente in strada e si vivevano con poco e tanta fantasia esperienze gioiose e…
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U resoreje, il rosolio
Il rosolio è un tradizionale liquore di bassa gradazione, preparato in casa secondo una ricetta semplice, tipico di Lucera e dell’Italia meridionale. Esso nasce nei conventi, con le suore che mettevano a macerare nell’alcool i petali di rosa, così da ottenere una bevanda dall’aroma intenso ma delicato. In seguito, furono realizzati altri tipi di rosoli, utilizzando erbe aromatiche o frutta, da cui presero fragranza e nome. In tempi più vicini, furono utilizzati gli “estratti per liquori”, tra i quali, i più famosi, erano: l’alkermes, il maraschino, il mandarinetto, la crema caffè, la strega di Benevento, l’anisetta, ecc. Gli estratti, prodotti da una “premiata ditta di Torino”, miscelati con una soluzione…
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Il Circolo Unione di Lucera
Subito dopo l’Unità d’Italia, anche a Lucera si sviluppò la tendenza ad un associazionismo, sia politico che culturale, in grado di riunire le classi dirigenti ed economicamente più elevate, aderenti al nuovo regime unitario. Questa tendenza si manifestò prima con la fondazione da parte dei rappresentanti di famiglie nobili e conservatrici lucerine, del Circolo Vittorio Emanuele II, nato nel 1885, con sede sotto il palazzo Cavalli in piazza Duomo, da cui successivamente si staccarono alcuni soci di formazione più liberale, chiamati “pagliètte”, perché utilizzavano un modello di cappello, allora molto di moda. Essi fondarono il Circolo dell’Unione, con sede sotto il Palazzo Vescovile, nei locali che in precedenza erano utilizzati…
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Il capitello mai ritrovato dell’anfiteatro romano
Riportiamo questa lettera inviataci dal prof. Leonardo Altieri (Professore di Sociologia all’Università di Bologna, ora in pensione) in merito al ritrovamento dei capitelli dei portali dell’anfiteatro augusteo di Lucera. Il Professore ci ha anche fatto omaggio di alcune fotografie dell’epoca. Quando gli archeologi dissotterrarono i resti dell’anfiteatro romano di Lucera, decisero di rimettere in piedi i due portali di entrata. Ma… Trovarono le due arcate dei portali, le quattro colonne. Ma solo tre capitelli.E allora come risolsero il problema?Indagarono e scoprirono che nei pressi di Troia (non la Ilio di Omero, ma la cittadina in provincia di Foggia), nel paesino di Castelluccio Valmaggiore c’era un noto gruppo di scalpellini. Questi…


























