Mestieri di una volta a Lucera: il banditore
ll termine bbanne, dal latino medievale bandum o bannum, stava a indicare l’annuncio pubblico che in altri tempi veniva gridato da u bbannetóre, che divulgava per le vie di Lucera, annunci di qualsiasi tipo, pubblici e privati.
L’annuncio poteva riguardare una comunicazione dell’autorità o un’ordinanza, come ad esempio: “u sineche face sapè…”; o annunciare iniziative particolari prese dalle autorità cittadine politiche e religiose, come ad esempio:
- “a mezzejúrne’ se léve l’acque”
- “stasère accumènze u triduíje de sanda maríje pe l’acque che nen chjóve”
- “se ppèrze nu crijatúre, chi l’avèsse truuà u purtasse o’fficíje d‘i guardeíje”
Pubblicizzava alla cittadinanza le merci di taluni commercianti , come ad esempio:
- “ànne apírte ‘na votte de víne núve a candíne petrille a mizz’a chiazze… se vènne carne a bbassa macèlle”;
L’inaugurazione di un negozio, il programma di una festività, la visita di una persona importante ecc.
Questo personaggio, utilizzando solo il linguaggio dialettale, perché il comunicato potesse essere compreso da tutti, accompagnato dal cupo battito della grancassa o dal rullare del tamburo od anche dallo squillo di una trombetta, girava per le vie cittadine fermandosi negli angoli delle vie e piazzette più abitate in modo che il suo messaggio lo potessero sentire un numero maggiore di persone. Il messaggio era comunicato, con la voce che modulava toni alti e bassi, utilizzando, spesso, un megafono costituito da un imbuto di rame.
Il più famoso di questi banditori fu Fiaschílle, che di mestiere faceva il fruttivendolo, intorno al quale si radunava una frotta di ragazzi che riuscivano spesso a farlo arrabbiare perché le deridevano con la filastrocca: “Bbonghe, Bbonghe, Bbonghe, cu lu cule sunave la trombe, cu lu nase grattave lu case, viva Bbonghe lu vastase”, a causa della sua pretesa di essere figlio naturale di Ruggero Bonghi.
In una società analfabeta e povera quando, non c’erano la radio, la televisione e altri strumenti per comunicare e fare pubblicità, la figura del bbannetóre era fondamentale. Con l’istruzione di massa e la diffusione dei mezzi di comunicazione moderna, la figura del banditore è andata in pensione. È solo sopravvissuto il modo di dire:
“vace menanne u bbanne” = Divulgare una cosa ai quattro venti, farla sapere a tutti
Lino Montanaro


