La fontana di Piazza del Carmine - Lucera: memoria e cultura
Antropologia & Arte,  Memoria,  Storia & Archeologia

La fontana di Piazza del Carmine

Nel 1927 a Lucera, in Piazza Ruggero Bonghi, nei giardinetti di fronte alla Chiesa del Carmine, venne inaugurata la Fontana dell’Acquedotto, un’artistica fontana all’interno di una vasca circolare.

L’inaugurazione avvenne alla presenza di tantissima gente, come testimonia la cartolina di Fig. 1 edita da Del Giudice, Pesce, Testa e Graziani, di Lucera.
Successivamente, la fontana venne eliminata per far posto ad una statua in bronzo di Padre Pio che venne installata il 12 ottobre 1980.
In seguito, la statua di Padre Pio venne spostata in posizione più laterale, e la vasca circolare venne ricostruita, sebbene più modesta in dimensioni e ornamenti rispetto all’originale del 1927.
Sin qui, nulla di nuovo, cose già note.

La storia che raccontiamo oggi riguarda nuovamente quel fondo di bozze fotografiche dell’editore milanese Delle Nogare, Armetti & C. di cui siamo recentemente entrati in possesso e di cui abbiamo già parlato in occasione di un contributo sulla garitta daziaria di Porta Troia.

Tra le varie bozze vi è lo scatto di Fig. 2 che, oggettivamente, nulla ci dice di particolare.

Quel che invece è degno di nota non è il recto, ma il verso della bozza (Fig. 3). Possiamo anzitutto notare annotato manoscritto il commissionario, Patruno, e il numero della commissione, n. 61965.
Ma quel che è più interessante è in basso a sinistra dove l’editore ha annotato: “Mettere alla fontana un alto zampillo d’acqua“.
In effetti, a rivedere lo scatto di Fig. 2 acqua nella fontana non ce n’è.

La cartolina relativa a quella commissione n. 61965 (lo si può leggere al verso, accanto a “Ediz. V. Patruno – Lucera“) è quella di Fig. 4.
E, miracolo, al centro della vasca troneggia un bellissimo e alto zampillo d’acqua!
Il miracolo, però, non è affatto ultraterreno, bensì è opera dell’operatore che sulla lastra fotografica originaria, con la fontana priva d’acqua, è riuscito a disegnare l’alto zampillo così come richiesto dall’editore, inventandoselo totalmente da zero!

Curioso, vero? Ma le soprese non finiscono qua.
Successivamente, lo scatto venne richiesto anche da un altro commissionario, “Ediz. Testa Emanuele – Lucera“, e ci riferiamo sempre allo stesso scatto con numero 61965, stessa identica veduta.
In questo caso, però, Testa non doveva essere molto soddisfatto dello zampillo che l’operatore aveva disegnato per l’edizione di Patruno.
Voleva di più, qualcosa di più scenografico.


Ed ecco, infatti, che l’edizione della cartolina di Testa (Fig. 5) presenta non soltanto uno zampillo centrale più alto, ma anche quattro zampilli laterali!!
E crepi l’avarizia!

Ora… È sufficiente comparare i giochi d’acqua della fontana così come mostrati in Fig. 1, quelli veri, con quelli inventati di Figg. 4 e 5 per rendersi conto facilmente che l’operatore, per quanto fantasioso, non riuscì a replicare la realtà.
Però è anche vero che possiamo affermare ciò con estrema certezza soltanto perchè possiamo fare il confronto. Se avessimo in mano soltanto la cartolina di Fig. 4 o di Fig. 5 certamente non avremmo avuto nulla da ridire. No?

Infine, ultima nota a margine.
Piazza Ruggero Bonghi” così si chiamò quello slargo dagli inizi del ‘900 sino al 1981, quando cambiò denominazione nell’attuale “Piazza del Carmine“. Il toponimo “Piazza Ruggero Bonghi” però non venne abbandonato, e con esso (appunto dal 1981) si chiama adesso lo slargo di fronte al Convitto Nazionale dove è stata peraltro spostata la statua di Ruggero Bonghi proveniente da Piazza Tribunali.
Insomma, un po’ d’ordine, finalmente.

Tutte le immagini provengono dalla collezione privata Anna Maria d’Apollo e Marco Occhipinti.

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